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I “Racconti Crestati” di Boccardi, microstorie dal taglio deciso

Toscana Libri
Riccardo Bruni
13/11/2017

Cinquecento parole. Bastano queste a raccontare una storia, secondo Riccardo Maria Boccardi, di Montalcino, che con i suoi racconti bonsai, i “Racconti Crestati”, ha collezionato una lunga lista di letture illustri, grazie agli scrittori che hanno accettato di registrarsi leggendoli. Così l’autore ha messo online la sua raccolta di voci, con i maggiori autori di noir (e non solo) italiani, che hanno prestato la propria a queste microstorie, andando a comporre una audioteca davvero incredibile.

Ed è incredibile prima di tutto perché la cosa è nata per gioco, scrivendo queste narrazioni minime per una pagina Facebook, e si è poi allargata, portando i mini racconti persino nel tempio della letteratura: al Salone del libro di Torino. Sandrone Dazieri, Valerio Varesi, Romano De Marco, Giovanni Ricciardi, Alesandro Piperno, tanto per dirne qualcuno. Poi, visto che la cosa funzionava, sono arrivati attori, doppiatori e persino fumettisti, che hanno accettato la sfida di tradurre non in parole ma in una illustrazione il racconto proposto loro da Boccardi. Ed ecco così le tavole di Pozza, Bernardi, Bianchi, Mattioli, Alvarez. Disegnatori anche al di fuori dei confini italiani, fumettisti che lavorano per grandi editori, come Bonelli, che danno il volto agli eroi di carta del nostro immaginario.

Una quantità di materiale impressionante, tavole davvero bellissime, ispirate ai mini racconti di Boccardi, che con il suo stile ironico e il gusto dell’irrinunciabile colpo di scena ha saputo costruire un mondo narrativo capace di fare il giro del web. «Sono racconti minimi – ci dice – piccole nane bianche nel cosmo letterario. Non è un esercizio di stile ma il modo in cui approccio la narrazione. Breve, tagliente, autoconclusiva. Il titolo della raccolta deriva dalla battagliera immagine dell’acconciatura moicana dove, tolto il superfluo, della capigliatura rimane essenza e carattere». Così i “Racconti Crestati” sono la pura sostanza delle vicende esposte. Non a caso lo slogan delle minuscole cronache è “Storie dal taglio deciso”. Amministrativo, grafico editoriale, microscrittore, Boccardi ha conquistato prima Facebook, superando i duemila like a tempo record, e poi, quando il materiale iniziava a farsi davvero tanto, ha strutturato un sito web (www.racconticrestati.com) nel quale ha raccolto tutto. L’obiettivo è ambizioso: sfornare un racconto al giorno. «Non è cosa semplice – dice – perché le poche centinaia di parole devono narrare una storia che abbia senso e nasconda colpi di scena, comicità o dolcezza a seconda dei casi. Possono partire da singole parole, dal loro suono, dal vissuto portato agli eccessi, oppure per riflessione su abitudini e situazioni sociali».


Racconti Crestati di Riccardo Boccardi | Libri in Rete

Ladra di Libri
Mariana Marenghi
08/09/2017

Le storie (e i libri) non esistono solo sulla carta stampata. Vivono una vita speciale anche in rete, come i Racconti Crestati di Riccardo Boccardi.

I Libri in rete vivono alla grande e se la passano anche molto bene. Così, oggi vogliamo parlarvi di quello che a noi è sembrato un progetto editoriale davvero interessante. Si chiama Racconti Crestati. Storie dal taglio deciso e il suo ideatore è Riccardo Boccardi. Forse qualcuno di voi li ha già incontrati in rete, tra Instagram, Facebook e Youtube, sta di fatto che il buon Riccardo ci regala una storia in 500 caratteri e sono tutte storie “lillipuziane”, taglienti e graffianti. Ecco perché, oggi, per la rubrica Libri in Rete, abbiamo intervistato proprio il suo ideatore che ci spiega il perché di un progetto così ardito e interessante, non prima però di regalarvi la lettura di questo speciale Crestato che Riccardo ha dedicato alla Ladra!

La ladra

L’immagine dell’enorme antifonario tappezzava la città. Al museo l’indomani s’inaugurava la mostra di preziosi codici medievali. Ondulate pergamene, prodigiose miniature, possenti borchie cesellate. Da giorni non pensava ad altro, doveva possedere il colossale testo liturgico. Il suo amore per i libri era viscerale, fisico. La notte salì sul tetto dell’edificio e dall’abbaino si calò sopra il grandioso manoscritto aperto nel leggio. In piedi sulle pagine afferrò il lato opposto per richiudere l’opera pesantissima. Vi riuscì usando forza ma non destrezza. La trovarono schiacciata tra i fogli dell’inno di supplica dei ladroni. Sul volto l’espressione estatica di una martire beata.

Da qualche tempo la redazione della Ladra si è appassionata ad un interessante progetto editoriale che prende la voce sul web e sui social network, tra Facebook, Instagram e YouTube. Si chiamano Racconti Crestati e, come li definisci tu stesso sulla pagina Facebook, sono «Storie lillipuziane da gustare in pochi respiri». Ci racconti meglio di cosa si tratta e il perché di questo nome?

Le striminzite storie col ciuffo sono racconti minimi ipercompressi, piccole nane bianche nel cosmo letterario. Nascono per aggregazione, partendo spesso da una sola parola che ne costituisce il nucleo. Raggiungono quindi una massa critica sempre inferiore ai 600 caratteri per evitare il collasso. Non è un esercizio di stile ma il modo in cui approccio la narrazione. Breve, tagliente, autoconclusiva. Il titolo della raccolta deriva dalla battagliera immagine dell’acconciatura moicana dove tolto il superfluo della capigliatura rimane essenza e carattere. Così i Racconti Crestati sono la pura sostanza delle vicende esposte. Non a caso lo slogan delle minuscole cronache è «Storie dal taglio deciso».

I tuoi micro-romanzi hanno il limite dei 500 caratteri. Ma cosa significa, per uno scrittore, avere un limite così stringente e dove condensare tutto in uno spazio così limitato?

In realtà non è una barriera estremamente costrittiva, talora fatico persino a raggiungerla. Una volta superata però si rivela piuttosto ardua da valicare nuovamente così inizia la battaglia all’ultimo carattere. Sostituzioni, tagli, elisioni, cambi di forma, contrazioni, uno scontro dove lettere e punteggiatura arrembano e sussultano. Infine si raggiunge il perfetto equilibrio dopo lungo labor limae e finalmente la creatura può essere mostrata con tanto di cuffia e babbucce al popolo internauta. I ristretti crestati nascono infatti per essere fruiti su Facebook, pastiglie da sgranocchiare più che gustare. I gusti cambiano ogni giorno ma il formato è sempre il medesimo. Confetti da assumere rigorosamente dopo i pasti.

In redazione abbiamo avuto il piacere, in questi giorni, di apprezzare i tuo stile e l’inventiva che, in ogni racconto, sai sfoderare. Ma dove raccogli l’ispirazione per pubblicare, praticamente ogni giorno, un racconto diverso?

Sfornare un crestato al dì non è cosa semplice. Le poche centinaia di parole devono narrare una storia che abbia senso e nasconda colpi di scena, comicità o dolcezza a seconda dei casi. Non si tratta d’inesauribile fantasia, anzi sono necessarie costruzione, indagine, rielaborazione mnemonica. Per fortuna alcuni balzano alla mente famelici e bramosi di libertà mentre altri sonnecchiano placidi in cerca di uno sviluppo. Possono partire da singole parole, dal loro suono, dal vissuto portato agli eccessi oppure per riflessione su abitudini e situazioni sociali. Altri sono contro-omaggi agli artisti più prolifici che illustrano i microromanzi dove i personaggi grotteschi e surreali sono sempre nominati con il cognome spezzato del disegnatore.

Ed infine, una domanda personale. Riccardo i tuoi racconti, giorno dopo giorno, stanno raccogliendo sempre più consensi e i numeri sulla tua pagina Facebook lo dicono senza farne mistero. Adesso, quali sono i tuoi progetti futuri?

Non ho ancora chiaro in cosa possa trasformarsi il progetto ma sono enormemente felice che sia in fase di crescita. Non solo nel numero di follower ma soprattutto in quello delle collaborazioni. Invito i lettori a visitare il sito www.racconticrestati.com dove avranno modo di scovare materiale incredibile. Decine d’incantevoli illustrazioni e strepitose letture ad opera di scrittori italiani, attori e doppiatori. Non è semplice gestire i vari canali di pubblicazione e i numerosi contatti ma si è ripagati dall’apprezzamento e dalle preziose cooperazioni. In futuro sarebbe entusiasmante trovare un editore disponibile a diffondere la buona novella crestata. Purtroppo i racconti in Italia non hanno mai attecchito, figuriamoci quelli micro.


I Racconti Crestati Di Riccardo Boccardi

Il Sestante News
Luca Pozza
18/08/2017

Non ho dubbi in proposito: in futuro sentirete molto parlare di Riccardo Boccardi, autore di micro racconti in 500 caratteri raccolti sotto il nome di “Racconti Crestati”. Non so di preciso che cosa faccia nella vita ma so che Riccardo è laureato in Scienze Naturali, così non mi stupisco quando leggo la sua autobiografia decisamente “organic”:

“Essendo questa una sincera autobiografia posso affermare con genuina naturalezza di essere nato sotto un cavolo cappuccio non geneticamente modificato. Curato e vezzeggiato sin dal germe della vita e cresciuto nel pieno rispetto dei cicli naturali. La brassica intendo. Quanto a me, il suo frutto, ho radici sincere. Buone. Negli anni non ho temuto le tempeste del vivere né la malastagione. Mi sono sempre difeso quasi sviluppando spine per poi sbocciare al meglio durante la mia primavera. Come tutti, prima di trovare la vera amicizia, sono stato infastidito da numerosi parassiti, ma si sa, capita durante la crescita. La chimica si è fatta sentire nell’adolescenza, non posso negarlo, ma gli ambienti insalubri non mi hanno appestato, né sono stato inquinato da processi innaturali. Di carattere agreste ho coltivato interessi pratici, sodi come della buona terra odorosa. Infine, secondo la breve filiera del viaggio, è arrivato l’amore, il nocciolo puro della mia essenza. Al momento inizio ad appassire, è risaputo che noi animi veraci tendiamo a rovinarci con palese velocità. Prima di ammuffire comunque c’è ancora mercato. Questo è il succo. Ah, dimenticavo il mio colore preferito è il verde”.

I “Racconti Crestati”, dicevo… per capire che cosa sono attingo ancora a piene mani dal suo sito internet: “Storie lillipuziane da gustare in pochi respiri. Racconti minimi dal grottesco al noir. Narrativa in pillole per lettori voraci costretti a regime librodietetico. Questo sono i Racconti Crestati, microromanzi in poco più di 500 caratteri. Tutti nascono dalla voglia di comprimere storie e personaggi per poi lasciar deflagrare una narrazione bizzarra o paradossale. Surreale, tragicomico, assurdo sono spesso la base di bislacchi casi d’uccisioni, omicidi, incidenti dove la morte è sempre esorcizzata fino a strappare un sorriso. Così anche il meraviglioso o la dimensione onirica sono egualmente argomento delle nanovicende, per indagare l’amore e la passione. Nel gioco della sintesi e dell’ellissi il tempo narrativo si contrae, lasciando poco più dell’essenza della fabula. Nati per una veloce e quotidiana comunicazione sui social, trovano qui un luogo più calmo, dove i protagonisti delle vicende possono appagare la loro sete d’esistenza”.

La domanda è inevitabile: cosa fai nella vita per guadagnarti il fatidico tozzo di pane?

“Avrei potuto ingannarti dicendo astronauta (#astroriccardo) ma odio volare, figuriamoci galleggiare in assenza di peso sulla ISS. In realtà sono un amministrativo per buona parte del tempo e un grafico editoriale nel restante. Un microscrittore da qualche mese”.

Come e quando ti è venuta l’idea di scrivere dei micro racconti?

“Adoro la sintesi estrema dei piccoli haiku giapponesi. Hanno tutto il trasposto d’intere esistenze. I Racconti Crestati sono prolissi e pomposi componimenti occidentali adatti alla lettura dei social. Ecco, dopo queste falsità dico francamente che non riesco a scrivere più di cinquecento caratteri prima di annoiarmi”.

Domanda banale: dove trovi l’ispirazione e come nasce tecnicamente un Racconto Crestato?

“Dipende. Può partire tutto da una parola, un personaggio o l’esasperazione di una situazione vissuta. Spesso sono i suoni delle parole, il loro potere evocativo a strutturare la storia. Altre volte sono piccoli omaggi che faccio agli amici illustratori. Solitamente la nanostoria evolve dal finale poiché in così poco spazio narrativo la chiusa deve essere spiazzante o quantomeno incisiva”.

L’elemento surreale è molto presente nei tuoi racconti e i tuoi personaggi vivono spesso (e altrettanto spesso ne sono vittime) realtà ingannevoli. Gigi Marzullo ti chiederebbe: la vita è surreale o l’irrazionale aiuta a vivere meglio?

“Quando Gigi mi pose una domanda molto simile risposi sorridendo e non dissi altro. Ero ipnotizzato dalla sua zazzera e dagli occhiali oltremisura. Qui mi permetto di argomentare: Il surreale è per molti il quotidiano per altri l’auspicabile. Io trovo il magico e l’irrazionale ad una sola piega di distanza dalla nostra dimensione. Ecco così avrei dovuto replicare a Marzullo, confondendolo”.

Quali sono i tuoi progetti futuri e le tue aspettative legate ai Crestati?

“Si tratta di un progetto in divenire, nato da poche centinaia di parole. Adesso si sono aggiunte le letture di famosi scrittori italiani, attori e doppiatori oltre ad un’innumerevole quantità d’illustrazioni. Invito i lettori a visitare il sito www.racconticrestati.com per poter fruire di tutto questo materiale affascinante e di altro livello artistico. Magari a breve qualche editore vorrà aiutare uno scrittore bisognoso… vedremo”.

Stai coinvolgendo un gran numero di illustratori… di cosa si tratta?

“Il piacere più grande che traggo dai tantissimi omaggi è vedere come occhi, mani e cuori diversi dal mio interpretano e rendono visibile secondo il proprio stile e vissuto quello che io appena accenno nei racconti. Spesso ne scaturisce altro, visioni distanti dalla mia, immagini vibranti d’altrove di cui sono stato la scintilla. Bellissimo. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato al progetto o vorranno avvicinarvisi”.

Non solo disegni; nella sezione LETTURE del tuo sito si possono ascoltare anche dei file audio in cui doppiatori di fama recitano i tuoi Crestati…

“Certo, faccio le cose per bene, io! scherzi a parte questa iniziativa è quella di cui vado più fiero. Direi che ne sono addirittura orgoglioso!”

Per chiudere ho lanciato a Riccardo una piccola sfida, quella cioè di realizzare un Crestato su misura per il Sestante per il quale io realizzerò una illustrazione e questo è il risultato:

La rotta

Era un vecchio marinaio indomabile, di quelli coi tatuaggi bluastri ormai sbiaditi sugli avambracci abbronzati. Sdraiato da mesi in cuccetta teneva lo sguardo fisso all’orizzonte, come se governasse ancora un vascello da sottocoperta. Pur non ricordando il cibo dell’ultimo pasto, si nutriva dei vividi ricordi di gioventù, saziato da volti, incontri e amori smarriti. Ogni notte estraeva da una custodia di cuoio un sestante d’ottone e traguardava con precisione le luci lontane che scorgeva oltre i vetri, fin quando la debolezza lo sovrastava. I medici lasciavano correre, riponendo lo strumento sotto il letto d’ospedale. Sapevano che l’anziano navigante preparava la sua ultima traversata.

Il volume dei volumi

All’aumentare delle nanostorie sono cresciuti esponenzialmente anche i contributi degli illustratori a cui va un sincero ringraziamento per tempo, dedizione e talento. Talvolta i microromanzi hanno avuto l’onore di essere rappresentati da più mani, teste e cuori producendo un enorme quantitativo di materiale visivo. Il tomo digitale sottostante, facilmente sfogliabile come un libro cartaceo, è il risultato delle strepitose collaborazioni che hanno arricchito d’immagini e colori i cinquecento caratteri dei minuti racconti. Si tratta di un’opera in costante evoluzione per la continua aggiunta di testi, disegni e rappresentazioni grafiche. Quindi non resta che perdersi tra le fragranti pagine del manuale crestato…


Il faraonico Tomo Crestato è attualmente in fase di lavorazione, si tratta purtroppo di opera lunga e dissennata. Pazientate. ×

Racconti Crestati

«Storie dal taglio deciso»

Scritti e pensati da Riccardo Boccardi

Racconti Crestati

«Storie dal taglio deciso»

Scritti e pensati da Riccardo Boccardi

Fulgensio Edizioni

Copyright © 2017 - Riccardo Boccardi

1 - In pista

Stava tirando le cuoia, c’era poco da fare. Era la prima volta ma non poteva assolutamente sbagliarsi. Il motivo era palese, scintillante davanti a lui, lo vedeva benissimo. Un magnifico coltello dal manico ramagiato conficcato mezza spanna nel suo petto. Era arrivato roteando poco prima del rullo incalzante del tamburo e poco dopo le grida isteriche del pubblico. Ecco, in quel trascurabile intervallo di silenzio, mentre tremante si sforzare di sorridere, lo avevano ammazzato. Per una volta che era al centro della scena il sipario si chiudeva per sempre. Peccato. Di sicuro al circo non sarebbe più tornato.

Riccardo Boccardi

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«In pista» - Stefano Zattera
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«In pista» - Giacomo Traini
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«In pista» - Laura Mondelli

2 - Coralli

Ah, quanto era piacevole sguazzare in quell’oceano cristallino. I tropici. Faceva il morto sulle placide onde, indossando un costume floreale. Sole caldo e tiepida brezza. La grassa trippa scottata dal sole sporgeva come un rossastro isolotto vulcanico, con tanto di cratere ombelicale. Accarezzava la superficie col minimo sforzo per piccoli inutili spostamenti, come una grossa testuggine adiposa. E chi se ne sarebbe più andato da quel paradiso in terra? Le orecchie tappate dall’acqua, si godeva il mondo ovattato come se fosse di nuovo un feto. Beato. Poi una pinna, tre file di denti e lui faceva il morto.

Riccardo Boccardi

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«Coralli» - Walter Brocca
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«Coralli» - Manuela Mapelli

3 - Maquillage

Il foruncolo era cresciuto a dismisura dalla sera precedente, occupava l'intero zigomo destro. Era maestoso, sembrava un vulcanello pronto all'eruzione. Proprio il giorno del casting poi. Che sfiga! Lavorò di make up, strato su strato, sfumatura su sfumatura per attenuare quel bernoccolo. Spennellò, ombreggiò ed infine pregò. Raggiunto lo studio si sedette sperando che il regista non le chiedesse il profilo migliore. Attese. L'assistente appena la vide la invitò ad andarsene.
«È per il brufolo vero?» «No signorina, pubblicizziamo balsamo da barba.» Il solito agente incompetente. Il bubbone scoppiò.

Riccardo Boccardi

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«Maquillage» - Antonella Di Muro
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«Maquillage» - Samuele De Marchi

4 - Ammoniaca

Bonanza preferisce ascoltare. Sotto quei favoriti le labbra sono sempre serrate. Oltre la barba grigia e trascurata intuisco la durezza della sua mascella, stretta come una tenaglia attorno a un chiodo ritorto. Spesso mi guarda obliquo e io posso sentire tutta la sua tristezza. È una sveglia dritta allo stomaco. Boccheggio, porco mondo! Durante le nostre cavalcate passano ore senza che mastichi una parola. Lui riflette da molto tempo. Da quando ha visto per l'ultima volta sua figlia, in un giorno luminoso d'Aprile. L'ha dovuta salutare sotto un campo di margherite. La vita lo ha sfidato e lo ha battuto. Bonanza è mio amico.

Riccardo Boccardi

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«Ammoniaca» - Pedro Mauro Dias

6 - Insonnia

La TV dell’appartamento vicino continua a borbottare incessante. Sono quasi le due del mattino, sono esausto ma non posso riposare. Odio i miei condomini, sono delle bestie e odio quest'edificio fatto di cartone ondulato. Sembra di vivere in una piccola scatola dove la privacy è stata bandita. Non esiste il minimo rispetto, siamo in piena anarchia. Ecco, adesso qualcuno ha acceso uno stereo, la solita porcheria metallica. Rumore, ancora rumore. Le pareti delle stanze sono sottili come fogli di giornale. Adesso basta! Vediamo se un immobile che sembra di carta brucia altrettanto bene. Benzina, fiammifero e buonanotte!

Riccardo Boccardi

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«Insonnia» - Matteo Galasso

7 - Acconciatura

Si diceva che non avesse mai tagliato i lunghi capelli ormai grigi che teneva avvolti in un’enorme crocchia sulla testa. Era piccolo, arcigno e butterato. Lo specchio della sua immane tragedia. La moglie ed il figlio erano stati uccisi decenni prima da un ladro mai identificato, forse uno sbandato di passaggio. Era quasi impazzito per quel lutto inconcepibile poi un giorno aveva trovato pace e continuato la sua insipida esistenza. Alla sua morte il pesante chignon fu disfatto. All’interno era nascosta la testa rinsecchita di un uomo. Per anni aveva custodito su di sé il peso di quella vendetta. Quantomeno lo aveva fatto con stile.

Riccardo Boccardi

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«Acconciatura» - Daniela Pareschi
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«Acconciatura» - H. Conde De Boeck
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«Acconciatura» - Bjorn Giordano

7 - Zodiaco

Era nato nell’Anno del Coniglio e forse per questo gli astri gli avevano regalato due enormi incisivi da roditore. Erano superbi, due zappe d’avorio che sporgevano titaniche da una bocca a cuore. Lo amavano tutti, Lepre, sembrava un cartoon. Lui invece odiava il sorriso di chiunque lo guardasse e detestava quel soprannome umiliante. Disprezzava ogni sguardo sfuggente, ogni parola sussurrata alle sue spalle. Quando una scema per strada disse ridendo: «Sei un coniglietto dolcissimo, vuoi la mia carotina?», le due zanne possenti affondato nel collo della stupida oca tranciandole di netto la giugulare. Fuggì inebriato, adesso sapeva come usare il suo dono.

Riccardo Boccardi

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«Zodiaco» - Francesca Del Sere
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«Zodiaco» V. 2 - Marco Bargagna
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«Zodiaco» V. 1 - Marco Bargagna

8 - Piatto freddo

Aveva infilzato in punta di forchetta un biondo acino d’uva. Lo guardava interessato tenendolo a pochi centimetri dal sottile naso aquilino. Dopo qualche secondo si deliziò schiacciandolo tra i denti, ascoltando divertito il suono dello scoppio. Lo gustò a lungo. Socchiuse gli occhi e piegò il gozzo rugoso all’indietro immaginando l’estate che lo aveva maturato. Poi deglutì. Allungò di nuovo la mano ossuta e con la stessa soddisfazione trafisse l’occhio dell’antico nemico e ricordò l’attimo in cui lo aveva cavato. Baionetta, fango, trincea e sangue. Sessant’anni di paziente attesa per gustarlo. L’estasi vuole il suo tempo.

Riccardo Boccardi

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«Piatto freddo» - Andrea Abilio Quarti
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«Piatto freddo» - Giulia Francesca Massaglia

9 - Determinazione

Non riusciva, hic, a smettere di singhiozzare, hic. Erano passate tre settimane, hic. Tre, hic, settimane di tormento continuo. Notte e giorno quei sobbalzi, hic, quella snervante intermittenza, hic, lo avevano consumato. I singulti gli inquinavano, hic, anche il pensiero. Solo qualche minuto di pace, dove tutto sembrava risolto, poi di nuovo. Hic, hic, hic. Le occhiaie avevano preso il sopravvento sulla faccia grigiastra e cadente. Sembrava uno sharpei scolorito, hic, e sobbalzante. Avrebbe di nuovo tentato con l’apnea, primitivo rimedio. Iniziò a contare, deciso a non smettere fino alla guarigione, 1, 2, 3… 61… 192… 273… Era scomparso. Anche il singhiozzo.

Riccardo Boccardi

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«Determinazione» - Salvatore Mattera

10 - Gourmande

Il piatto era di fronte a lui. Lo guardava estasiato. Sembrava un grande crisantemo traslucido. Aveva volato dodici ore per gustare quella prelibatezza. Sashimi di fugu, pesce palla. Sottilissime fette diafane tagliate ad arte e disposte in cerchi concentrici. Bramava quella carne e ne gustò con avidità ogni singolo trancio, cercando la più esile sfumatura di sapore. Infine, sazio, compatì gli stupidi che rinunciavano ad una così sublime leccornia solo per la mortale nomea del buffo pesce. Superstizioni culinarie. Sogghignò e non mosse più un muscolo. Il maestro in cucina quel giorno era piuttosto distratto. «È morto felice» dissero.

Riccardo Boccardi

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«Gourmande» - Silvia Molteni
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«Gourmande» - Maria Elena Saturni

11 - Piume

Portava sulla schiena due grandi ali di cartone. Le aveva attaccate malamente all’età di sei anni dopo che sua madre gli parlò delle divine schiere celesti. Angeli, arcangeli e cherubini invasero la sua fantasia, usurpando ogni altro pensiero. Le appendici furono strappate solo nei periodi di soggiorno forzato, in istituto. Persino adesso che in faccia aveva rughe profonde incise col bulino continuava a tenerle, ormai lerce ed arricciate. In strada camminava lento, con la cicca perennemente accesa, indossando il suo completo che del bianco aveva solo il ricordo. Loro ridevano, urlavano, parlottavano fin quando un pomeriggio lo videro librarsi in volo e non fare ritorno.

Riccardo Boccardi

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«Piume» - Guido Fiato

12 - Strisce

Lo avevano accerchiato in pochi secondi. Erano centinaia, tutte pronte al sacrificio. Volteggiavano seguendo imprevedibili percorsi attorno a lui che si trovava al centro esatto di quel battaglione ronzante. Una nuvola compatta di api infuriate, incuranti del martirio. Con movimenti lenti si limitava ad osservare mentre i piccoli missili pelosi vibravano caotici a pochi centimetri del suo naso. Migliaia di ali e zampe cabravano e viravano rombando come stuka in miniatura. Assassini pronti a conficcare il loro pugnale velenoso sul nemico. Gesti dolci e pacati si disse poi richiuse l’arnia e controllò quella successiva. Ottima produzione quest’anno!

Riccardo Boccardi

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«Strisce» - Selina Sentina
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«Strisce» - Resli Tale

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«Surreali, ironici, noir, teneri, sicuramente evocativi, i racconti crestati son capaci di far sorridere ed allo stesso tempo riflettere sulla pluralità dei mondi senza per forza chiamare in causa la morale con la M maiuscola.»
- Valentina

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